Riflettendo sulle ‘storie di vita e di vocazione’, con le quali per motivo di ministero mi sono incrociato in questi anni, vado sempre più confermandomi sulla ‘misteriosità’, ovvero sulla profondità di ciascuna, sulla loro peculiarità e irripetibilità.
La vita e la vocazione di una persona, viste da vicino e quasi per fotogrammi al rallentatore, risultano alla fin fine come un itinerario originalissimo e armonico.
Le fasi evolutive che scandiscono la vita – contrassegnate dai noti termini di fanciullezza, preadolescenza e adolescenza… – servono ordinariamente ad inquadrare le strutture e la dinamica fisica e psichica di una persona.
Tali aspetti sono da tener presenti nella storia e maturazione vocazionale. È tuttavia necessario, senza ovviamente prescindere da tali fattori evolutivi, allargare l’orizzonte per cogliere il ventaglio dei ‘fattori dinamici’ che dialogano quasi naturalmente nella maturazione vocazionale di un soggetto.
Mi chiedo quindi, aprendo questo numero di Vocazioni: quali sono i ‘fattori dinamici’ compresenti nella maturazione vocazionale e che devono essere tenuti sott’occhio, contemporaneamente seppur in diverso grado dall’educatore, nella fase evolutiva dalla fanciullezza alla preadolescenza e adolescenza?
Mi sembra che sono soprattutto questi ‘fattori’ – il ‘maestro interiore’, le ‘attitudini’, la ‘comunità’ – che naturalmente convergono o devono convergere nella maturazione vocazionale, fermo restando la corrispondenza personale al lavoro formativo.