N.05
Settembre/Ottobre 2026

Convocati

«“La liturgia [scriveva il card. Giovanni Battista Montini] è espressione sincera sia del divino che dell’umano. È linguaggio. È veicolo d’insegnamento divino da un lato, è voce di colloquio con Dio. È chiaro che essa non può rinunciare alla sua funzione didattica, e non può non offrire alla fede e alla pietà la possibilità di esprimersi con spontanea intelligibilità”. Mosso da queste convinzioni, il futuro Papa San Paolo VI affermava che i fedeli “non possono e non devono più rimanere muti e passivi. La loro materiale presenza non può accordarsi con la loro spirituale assenza” […]. Attraverso le azioni rituali della Chiesa, mentre si attua il memoriale dell’opera di salvezza, è data la possibilità di vivere la vera relazione con Dio, entrando in contatto con l’evento salvifico.» (Leone XIV, Udienza generale, 26 agosto 2026).

Le parole di papa Leone XIV fanno riverberare quella dimensione vocazionale che la liturgia porta intrinsecamente con sé perché immagine della Chiesa convocata e edificata attorno al suo Signore, all’Agnello immolato che dona la salvezza, la vita e la benedizione. La comunione della Trinità cui ogni azione liturgica fa partecipare ricorda ad ogni fedele che la vita è fatta per essere vissuta insieme e che tutto quando divide, separa, individualizza non risuona del gusto della vita di Dio; allo stesso tempo la celebrazione liturgica è chiamata a valorizzare nell’armonia il differente contributo dei singoli, dei diversi compiti e ministeri, la vera opera di Dio si compie in un lavoro fatto insieme dalla sinergia della moltitudine dei credenti nell’offerta dei gesti, delle parole, del lavoro quotidiano, in una parola: della vita.

La vocazione si coniuga armonicamente con la liturgia che le insegna la dimensione e la misura, ne suggerisce l’orientamento e la concretezza. Ogni celebrazione liturgica spalanca la preghiera alla Gerusalemme del cielo, meta di tutta la storia e destinazione di ogni vita; alza lo sguardo dai problemi e dalle questioni contingenti gettando su di essi una luce nuova, capace di educare a tenerli in mano senza fuggire a considerarli per scrutare in ciascuno quella spaccatura capace di scioglierli, di affidarli, di accettare la realtà e di portarla.

La liturgia insegna alla vita la sua giusta dimensione: per quanto grande e preziosa, ogni vita e ogni vocazione è un tassello unico, irripetibile, indispensabile del grande mosaico della storia di quel corpo della Sposa che la preghiera liturgica e la sua azione prepara alle nozze dello Sposo.