N.05
Settembre/Ottobre 1987

Vocazioni femminili di speciale consacrazione

Nella seconda di copertina il lettore ha già intravisto un ‘primo annuncio’ del prossimo Convegno Nazionale di Studio del CNV (Roma, Domus Mariae, 3-5 Gennaio 1988). In questi mesi matureranno i dettagli del medesimo, ma il tema scelto appare già in buona evidenza e suscita immediatamente una simpatia particolare. Un tema – come dire – atteso: “Donna oggi: quale proposta vocazionale?”.

Questo numero di Vocazioni nasce per accompagnare la fase di preparazione al convegno medesimo e per aprire un dibattito, dal punto di vista della pastorale vocazionale unitaria, sulla questione donna-vocazione-vocazioni di speciale consacrazione.

Non che l’argomento sia nuovo. Tutt’altro. Ma sono maturi i tempi per cui tale tematica possa e debba diventare centrale (e urgente) negli interessi degli operatori che animano la pastorale vocazionale unitaria delle chiese particolari.

Dicevamo che l’argomento non è nuovo. La profonda crisi numerica delle vocazioni femminili di speciale consacrazione (certamente la più vistosa tra le varie categorie vocazionali) è stata, da tempo, buona molla per avere un’attenzione seria alla questione. Ma sono state specialmente le religiose a sentire il problema ed hanno spesso promosso riflessioni e importanti tentativi per dare adeguata risposta alla situazione. Sul versante della comunità cristiana, nel suo insieme, si è certamente percepito il fenomeno, ma lo si è percepito in maniera parziale e spesso piuttosto utilitaristica (istituti che chiudono battenti, religiose che vengono portate via da quel paesino, insegnanti laiche al posto delle religiose nelle scuole materne o elementari, impossibilità di provvedere alla gestione di quella casa di riposo o di quella clinica, non ci sono più religiose in parrocchia…). Così pure, per tante ragioni, ben poco conosciuta nella comunità cristiana appare la via della professione dei consigli evangelici propria della laica consacrata…

D’altra parte la sensazione che questo sia un argomento che ne porta con sé molti altri e la pressione psicologica alla quale questo argomento è stato sottoposto dall’azione non sempre serena ed equilibrata dei movimenti femministi, ha finito per farne rimandare continuamente il dibattito aperto e franco in tutta la comunità cristiana.

Era inevitabile, a questo punto, che l’azione promozionale del CNV finisse per ricondurre la questione ‘vocazioni femminili’ nel cuore dell’impegno pastorale di tutta la comunità cristiana. È in gioco – infatti – un tesoro prezioso che riguarda tutti; una vocazione speciale che è dono per tutti; una preoccupante crisi che è crisi di tutta la comunità cristiana nella sua capacità di generare le condizioni che permettano ai chiamati (in questo caso alle chiamate) di rispondere di sì alla propria personale vocazione quand’anche questa fosse di speciale consacrazione…

Semplicemente perché abbiamo a che fare con un ‘valore’… E allora: che fare?

Ecco aperto il dibattito.

Gli ‘studi’ di questo numero mettono ‘il dito nella piaga’; gli ‘orientamenti’ sono d’accordo nell’aprire alcune piste interessanti in ordine alla soluzione del problema e ne accennano i dati acquisiti e quelli che restano aperti; le ‘esperienze’  fanno intravedere che, se si realizzano determinate condizioni…

Non è certamente l’ultima parola. Certamente è una tra le prime sulla questione vista come “problema di tutti”…

Le comunità cristiane e gli organismi diocesani di pastorale vocazionale unitaria (i CDV) sapranno continuare in questi mesi un dibattito che nel Convegno di Gennaio troverà un momento importantissimo di analisi e di soluzione del problema.