Dal servizio alla consacrazione secolare
Da pochi mesi appartengo a un Istituto Secolare e mi preparo a consacrare la mia vita al Signore secondo la Spiritualità delle Piccole Apostole della Carità di don Luigi Monza.
Il Signore mi ha lasciato passare da un’esperienza di lontananza da Lui (seguirlo significa abbracciare con la sua Gloria, anche la sua croce, e questo mi spaventava!) all’esperienza dell’Amore privilegiato con cui mi amava e alla scoperta della potenzialità di questo Amore presenti, quasi inconsapevolmente, anche nella mia vita.
La mia vocazione, voluta dal Signore da prima che io nascessi, è maturata e si è consolidata attraverso varie vicende. Fra queste significativa e particolarmente
efficace è stata un’esperienza di servizio nell’ambito di una Comunità Educativa de “La Nostra Famiglia”, un’opera che si occupa di handicappati, animata da consacrate secolari. Non saprei dire con precisione chi, nè cosa mi abbia spinto a questa esperienza, perché forse ci sono stata portata dal Signore stesso, che l’ha predisposta per me, per raggiungermi e chiamarmi.
È certo comunque che essa è stata il luogo dove ho preso coscienza della mia chiamata e ho maturato la mia risposta.
Al termine dei miei studi superiori, quasi per rispondere a una sempre più forte esigenza di espressione dell’amore che era nata in me, e per evadere da pressioni diverse sulla mia possibile vita futura, andai alla ricerca di luoghi e spazi in cui esprimere le mie esigenze di servizio gratuito in forma concreta. Le proposte caritative, comunitarie, missionarie che vivevo in parrocchia, non soddisfacevano in pieno il mio bisogno, forse ancora informe di donazione, oppure non erano propizie alla mia maturazione. Feci diverse esperienze, diverse valutazioni, non sempre condivise nè sostenute dai miei genitori e amici, finché approdai all’esperienza che doveva prendermi fino in fondo, perché rispondeva alle mie profonde inconsce aspirazioni.
Feci un viaggio a Lourdes come dama di carità. Imparai il servizio e la Preghiera. Nella Comunità educativa de “La Nostra Famiglia” a cui offrii la mia disponibilità di tempo, energie, entusiasmo, amore, mi trovai subito in sintonia, sentendo di poter dare il meglio di me stessa e sentendomi realizzata in questo servizio che non si esaurisce in se stesso, che stimola, valorizza, aiuta a prendere coscienza di sé e del proprio destino ultimo.
Per rimanerci dovetti superare non poche resistenze, esterne ed interne.
Ma i frutti che ne traevo compensavano ogni difficoltà. Mi stupii delle mie risorse, nel dare e nel darmi e nell’affrontare con forza e sicurezza le difficoltà che mi si frapponevano.
Nel mio servizio, ebbi modo di incontrare persone esemplari, aperte ai valori dell’uomo e della persona nella sua ricchezza, integralità, verità più autentica.
Fui affascinata da esempi di vita dedicata al servizio nel mondo in piena .apertura ai valori della persona in situazione, in uno stile aperto al dialogo col mondo e mi chiesi: “Se questi e queste perché non io?”
Fui obbligata a riflettere, a prendere coscienza, a pregare per capire e decidere, a pormi gli interrogativi più seri della mia vita. Che senso poteva avere, se non veniva “donata” e donata per sempre?
Ebbi la fortuna di ricevere aiuto e guida spirituale da un Sacerdote, particolarmente dotato di discernimento, rispetto, capacità di guida. Mi sostenne e capì nella mia fatica, mi stimolò a resistere, mi fece riflettere e decidere.
In questo servizio si esprimeva tutta la mia validità e ricchezza interiore, sperimentata prima. L’occasione, l’esempio di chi la viveva come forma abituale di vita e me la proponeva concretamente me ne faceva prendere consapevolezza e man mano che questa consapevolezza cresceva mi si rendeva necessario esprimerla, comunicarla, verificarla e decidermi.
Trovai la persona con cui aprirmi, gli spazi di silenzio necessari alla mia riflessione, la luce della Preghiera silenziosa individuale e comunitaria che illuminava, confortava, sosteneva la mia decisione di dare un senso vero alla mia vita e quindi di consacrarla al Signore in un servizio attivo, nella realtà concreta del mondo, dove i valori più veri esistono si, ma sono spesso offuscati e chiedono cuori e anime volenterose, pronte a farli emergere e a proporli a tutti. L’ideale delle consacrate secolari che animavano le esperienze che andavo facendo, mi affascinava. Sperimentai la potenza della Preghiera, la gioia della condivisione con chi operava nella realtà del mio servizio in forma concreta, ma soprannaturalmente arricchita del dono di Grazia del Signore.
Ne rimasi affascinata e la guida sicura del Direttore spirituale mi sostenne e rafforzò nella decisione definitiva a dare la vita per questo servizio in risposta a una chiamata precisa del Signore al quale sono infinitamente riconoscente e penso che non mi basterà una vita per esprimerGli tutto il mio Grazie.