N.05
Settembre/Ottobre 1986

Comunione e Liberazione e vocazioni

Scopo fondamentale di Comunione e Liberazione (C.L.) è di evocare l’avvenimento della fede ecclesiale e di attuare il cammino educativo mediante il quale la persona possa raggiungere la maturità: che la fede sia, cioè, sorgente e criterio di giudizio e motivazione adeguata all’azione.

Tale evocazione ed educazione debbono avvenire precipuamente nell’ “ambiente” ; inteso come luogo in cui la personalità si forma nell’impatto con i problemi umani e con i tentativi di risposta – tecnica e pratica – ad essi. Ciò è tanto più urgente oggi, in quanto sovente l’ambiente è il luogo in cui la mentalità dominante a cristiana “sfida” la tradizione cristiana, contestandone radicalmente le motivazioni di fondo, e proponendo una visione dell’uomo e un comportamento morale opposti ai valori della tradizione cristiana stessa.

L’educazione della personalità alla fede avviene in comunità cristiane presenti nei vari ambienti (che normalmente sviluppano l’educazione iniziata nell’ambito delle comunità parrocchiali). Nella comunità la persona è chiamata a compiere l’esperienza di un’unità, anche socialmente espressa, in forza dell’appartenenza all’unico Corpo del Signore. Nella vita della comunità, fondata sull’obbedienza all’Autorità, sulla pratica del Sacramento e sull’ascolto della Parola, la personalità acquisisce le dimensioni fondamentali dell’avvenimento ecclesiale: la verità, la carità, l’universalità.

 

 

La missione come servizio

La verità è vissuta e si esprime come cultura, cioè come visione unitaria della realtà nella certezza del suo significato ultimo: Gesù Cristo, “centro del cosmo e della storia”.

La carità implica una capacità di coinvolgimento reale e concreto con gli uomini, nei loro bisogni e nelle loro situazioni, in nome del fatto che Cristo unisce tutti e di tutti ha fatto “un essere solo”.

L’universalità o cattolicità si esprime come volontà di servire, attraverso i fatti e le circostanze particolari della vita, il grande disegno del rinnovamento dell’uomo e del cosmo che è il Regno di Cristo.

Tale servizio si esplica assecondando il dinamismo missionario della Chiesa che la porta a spingersi “fino agli estremi confini del mondo”, vivendo dunque la dimensione missionaria come dimensione essenziale della vita cristiana, fin nella sua normalità.

Secondo l’insegnamento profondamente attuale di Pio XII: “Le prospettive universali della Chiesa sono le dimensioni normali della vita del cristiano”.

 

 

Vocazione come identità

La maturità del cammino educativo cristiano è indicata proprio dalla parola vocazione.

La vocazione cristiana, nella varietà delle sue forme e delle sue specificazioni, costituisce infatti la modalità concreta con cui la persona attua la propria incorporazione a Gesù Cristo, avvenuta nel Battesimo, ed esercita nel mondo, in modo attivo e responsabile, i “munera” di Cristo, Sacerdote, Re e Profeta.

La vita del movimento, nella sua concreta esperienza di fede e di carità fraterna, ha costituito e costituisce per i suoi aderenti il contesto ideale ed affettivo in cui riconoscere la propria vocazione e l’ambito ove essere aiutati a corrispondervi. In tal senso, fin dai primi anni, il movimento di Comunione e Liberazione ha sempre contemplato un breve momento settimanale dove tutti coloro che avessero una “ipotesi” seria di dedizione a Dio fossero aiutati a “verificarla” attraverso una conversazione di confronto fra la vita e le implicazioni dell’ideale vocazionale e si aiutassero a pregare, cioè a chiedere a Dio che si compia “quello che si è iniziato”.

 

 

Vocazioni consacrate

Un particolare aiuto il movimento ha offerto a quanti, fin dai suoi inizi, hanno sentito la chiamata ad identificarsi nella vita del Signore, vivendo la verginità per il Regno. In C.L. sono nate centinaia di vocazioni religiose che hanno trovato accoglienza in Ordini e Congregazioni, sia contemplative come di vita attiva. Direttamente dalla vita del movimento di C.L. è nata la Pia Associazione “Memores Domini” di diritto, per ora, diocesano. In essa si raccolgono coloro che intendono vivere la verginità come memoria di Cristo rinnovata continuamente dentro l’itinerario normale di ogni uomo, nella vita sociale di oggi, dominata dal lavoro. Gli aderenti vivono una vita comunitaria in “case” (appartamenti inseriti nella logistica normale della gente), ognuna con un responsabile e tutte con una “regola” che aiuti a vivere i consigli evangelici. Di tali “case” ne esistono ora una quarantina in Italia e all’estero.

 

 

Ministero ordinato

Come tentativo di vivere pienamente la realtà della Chiesa, C.L. valorizza naturalmente la vocazione al sacerdozio e la funzione sacerdotale. Sono centinaia le vocazioni sacerdotali fiorite nell’ambito del movimento: d’altra parte molti sacerdoti trovano nel riferimento al movimento, prima che un campo specifico di apostolato, un aiuto sostanziale a vivere la propria vocazione sacerdotale al servizio di una determinata diocesi.

Aiuto fraterno a vivere in modo autentico il proprio servizio ecclesiale: è questa l’intenzione del corso annuale di esercizi per tutti i sacerdoti di C.L. e dei raduni che periodicamente vengono realizzati a livello interregionale a Milano, Bologna, Roma, Paestum, Catania, Cagliari.