N.05
Settembre/Ottobre 1986

Équipes Notre-Dame e vocazioni

Le Équipes Notre-Dame (E.N.D.) sono un movimento laico, soprannazionale, di formazione, per coppie unite dal sacramento del matrimonio.

Una delle intuizioni originali dell’abbé Caffarel, che fondò il Movimento quasi cinquant’anni fa, fu che in ogni équipe, accanto ad un certo numero di coppie, fosse presente un sacerdote affinché il gruppo ricevesse l’arricchimento derivante dalla contemporanea presenza di persone che testimoniano la complementarietà vocazionale del sacramento del matrimonio e dell’ordine.

Lungo tutta la storia del Movimento, sacerdoti e coniugi hanno vissuto un rapporto di reciproca fecondità: i sacerdoti come “consiglieri spirituali” hanno contribuito alla formazione dei laici partecipando alla vita dell’équipe, tenendo gli esercizi spirituali, talora divenendo i confessori dei membri della propria équipe; le coppie hanno offerto ai sacerdoti la testimonianza di una fede incarnata nel temporale e l’accoglienza serena e gioiosa del clima della famiglia.

Movimento di formazione e di ascesi per coniugi, le E.N.D. si pongono, questo obiettivo specifico, ma è inevitabile che le coppie formate nel movimento divengano “agenti polivalenti d’evangelizzazione– e si aprano ai più diversi impegni pastorali.

 

 

Apertura vocazionale

Il clima di fede, il continuo riferimento alla Parola, la testimonianza della dimensione del servizio, la familiare frequentazione di sacerdoti che si respirano nelle famiglie del nostro Movimento sono, come dice il documento “Vocazioni nella Chiesa Italiana” (n. 38), il terreno ideale per la nascita di vocazioni di speciale consacrazione ed è, infatti, frequente che figli di équipiers si aprano ad una di queste vocazioni. Non si può parlare, però di un organico piano vocazionale.

Ci sembra, invece, un frutto significativo (ed aperto a sviluppi futuri) del cammino di formazione percorso nel nostro Movimento il fatto che vadano nascendo, con crescente frequenza, tra gli équipiers vocazioni per il ministero ordinato di diacono permanente.

Che un uomo sposato, e che approfondisce da anni in coppia il senso della sua testimonianza sacramentale di coniuge, si ponga al servizio della comunità ecclesiale come diacono rappresenta una novità significativa nel solco del Concilio Ecumenico Vaticano Il, un apporto alla vivificazione della liturgia ed un punto nuovo e stimolante di collaborazione tra ministri e laici e di rivalutazione della ministerialità del popolo di Dio che è popolo di sacerdoti (Is 61,6; 1Pt 2,5).

 

 

Vocazioni per se stessi?

Il rilievo, fatto da alcuni, che i movimenti generano vocazioni consacrate per se stessi e non per la Chiesa non si applica alle E.N.D. e, ove verificato, sarebbe di rilevante gravità. A nostro avviso, infatti, il sacerdote deve svolgere sempre più un ruolo di elemento di comunione tra le varie esperienze di gruppi, movimenti ed associazioni che fioriscono nella Chiesa italiana: che senso ha, infatti, un sacerdote che eserciti il proprio ministero all’interno di un’unica istanza ecclesiale? Del resto, gruppi di base, movimenti ed associazioni rappresentano oggi una stagione di grande ricchezza della Chiesa, perché è per il loro tramite che si trasmette al meglio l’esperienza vitale della fede, in un mondo come quello odierno dell’adesione alle ideologie e cerca il coinvolgimento personalizzato. Ma il limite di queste istanze di chiesa è proprio il pericolo della particolarità e il rischio della chiusura. Al contrario, la presenza, al loro interno, di un sacerdote che assicuri la comunione con le altre istanze della Chiesa particolare e, quindi, con la Chiesa universale, è pegno di reale ecclesialità e cattolicità. In effetti, i consiglieri spirituali E.N.D. sono contemporaneamente impegnati nelle parrocchie (molti sono parroci), nelle diocesi, in Istituti religiosi, in altri movimenti o associazioni. Anche i consiglieri spirituali delle varie équipes di servizio non svolgono tale attività a tempo pieno, ma sempre a termine e a rotazione, anche alfine che questo loro servizio non venga mai a scapito della loro partecipazione ad altre istanze ecclesiali. Il loro compito di consiglieri spirituali – e non di assistenti – in un movimento laico animato da laici, consente loro, del resto, un impegno non totalizzante ma contemporaneamente aperto a tutte le necessità del Movimento e della Chiesa, e permette loro di favorire quello scambio di idee, di esperienze, di elaborazioni culturali e teologiche tra istanze ecclesiali diverse che tanto contribuisce a rendere viva e stimolante l’esperienza ecclesiale nel nostro paese.