N.05
Settembre/Ottobre 1986

Movimento dei Focolari e vocazioni

 

Chiamata all’amore

Ciò che ha sempre caratterizzato il Movimento dei Focolari, fin dai suoi inizi, e ne ha definito le prospettive vocazionali, è la sua esperienza spirituale che inizia, per ogni età e per ogni situazione di vita, dalla “chiamata all’Amore” che è una vera e propria conversione.

Questa chiamata esige una risposta totale. Si parte infatti dall’incontro personale con Dio, dalla “scoperta” che Egli è Amore e ci ama immensamente, per fare una radicale e cosciente scelta di Dio, che diventa così il centro della nostra vita. Questa è stata l’esperienza originaria di Chiara Lubich ed è tuttora il primo passo di quanti fanno il suo stesso cammino di fede.

Tale “chiamata all’Amore”; che si attua in un generoso servizio dei fratelli, è principio e anima di tutte le vocazioni che maturano nell’ambito del Movimento, come partecipazione alla missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo.

Il luogo privilegiato e costante di questa chiamata fondamentale è l’unità di base del Movimento e cioè qualsiasi gruppo di due o più persone (Gen, famiglie, focolari laici e sacerdotali, focolari-famiglie, ecc.) in mezzo alle quali vive il Risorto secondo la sua promessa (Mt 18,20).

 

Centralità della parola

Altra costante dell’iter vocazionale del Movimento è la “scoperta” del Vangelo e l’esigenza di rievangelizzarsi, cioè di impregnare la vita e rivoluzionare il mondo con la Parola di Dio. La Parola, tradotta nell’impegno ad esser per gli altri, dimostra il suo dinamismo e la sua forza di coesione quando, non solo sia vissuta individualmente, ma anche comunicata come “esperienza”.

Questa pratica della Parola edifica i singoli e crea la comunità cristiana, la quale, a sua volta, diviene mediatrice della chiamata universale e personale a seguire Gesù.

In tale contesto evangelico, la testimonianza della carità scambievole, della comunione dei beni, della preghiera comune, della disponibilità al servizio e della gioia cristiana che traspare dalla comunità, attrae molte persone, specialmente giovani, i quali vi trovano un modello di identificazione che appaga le loro aspirazioni più profonde e generose.

 

Vocazione alla croce

Ben presto, a chi è attratto dal radicalismo evangelico, si presenta quella pietra dello scandalo che è il dolore, da accogliere e trasformare anch’esso in amore. L’esperienza della croce che non lascia spazio a soggettivismi e sentimentalismi, costituisce, specie in una spiritualità comunitaria, un passaggio obbligato nel quale si confermano e si purificano le autentiche scelte vocazionali.

La scelta di Dio – che è in primo luogo scelta da Dio – diviene sempre più coscientemente scelta di un Dio crocifisso, del Cristo che soffre la disunione e il peccato, fino al punto di gridare l’abbandono. Questo significa nel concreto riconoscere e amare il Suo volto in tutti i fratelli, specie i più diseredati, e nei grandi mali del nostro tempo che sfigurano i lineamenti dell’uomo d’oggi.

 

Vocazioni consacrate

Ciò che, meglio di ogni altro esempio, può far capire come sia vissuto nel Movimento dei Focolari il momento vocazionale, è la particolare esperienza che viene fatta nelle Mariapoli, incontri estivi dove si cerca di creare, per l’amore scambievole fra i partecipanti di ogni età, vocazione e stato sociale, una comunione di vita e di intenti. Molto forte l’accento messo sulla Parola di Dio, che non solo viene proposta ogni giorno alla meditazione di tutti, ma diviene la motivazione profonda della interazione personale e della partecipazione all’incontro.

In Mariapoli vi sono anche momenti speciali di preghiera, nella celebrazione dell’Eucaristia, nella preparazione comunitaria alla Confessione personale e nelle molte occasioni di pregare insieme.

Non è difficile comprendere, come, inseriti in un simile contesto, molti giovani possano aver trovato la loro vocazione al sacerdozio ministeriale e alla vita consacrata. Caratteristica, infatti, di questi incontri è la testimonianza di una comunità che ripete, pur nel suo piccolo e nel suo breve ritrovarsi, i lineamenti stessi della Chiesa con la universalità e specificità delle sue vocazioni, con la complementarietà e la particolarità dei suoi carismi e ministeri, cui l’impegno di tutti nell’amore fraterno dona brillantezza e attrattiva.

Non a caso dunque questi raduni ecclesiali – e le istituzioni che essi hanno ispirato, come le Mariapoli permanenti – sono stati chiamati “città di Maria”. È lei infatti il tipo della Chiesa e la sintesi di tutti i carismi.

Nel cammino di fede del Movimento dei Focolari il posto di Maria SS. è preminente. L’iter spirituale dei suoi membri viene chiamato appunto “Via Mariae”.

Lo specifico di questa vocazione mariana è da ritrovarsi in quel ruolo di Maria SS. nell’opera della redenzione, che ha stretta attinenza con l’annuncio del Vangelo, con l’unità dei cristiani e di tutti gli uomini, con la sua maternità e la sua partecipazione al momento culminante della passione di Gesù che continua nella Chiesa.

Ciò che si verifica nelle Mariapoli, e cioè una globalità ecclesiale e mariana, trova corrispondenza nella struttura stessa dell’Opera di Maria (questo è il nome ufficiale del Movimento dei Focolari). In seno ad essa sono nati quasi spontaneamente vari movimenti a largo raggio che rappresentano i molti stati di vita, età, compiti e carismi della Chiesa e della comunità umana: Famiglie Nuove, Generazione Nuova (Gen), Umanità Nuova, Movimento Sacerdotale, Movimento Parrocchiale, Movimento dei Religiosi, delle Religiose, nonché la “Generazione nuova sacerdotale” di seminaristi e la “Generazione nuova di religiosi”. Senza contare che lo stesso ideale di vita viene condiviso da molti cristiani non cattolici di varie denominazioni, nonché, in modo analogo, da membri delle grandi religioni non cristiane.

Una riflessione a sé merita il Movimento Parrocchiale e il Movimento Gen.

 

Vocazioni dalle Parrocchie

Un campo particolarmente fertile per il nascere e lo svilupparsi di vocazioni specifiche al ministero ordinato e alla vita consacrata, al diaconato permanente, all’impegno radicale di laici nella vita religiosa e civile, sono le comunità parrocchiali animate dalla spiritualità del Movimento. “Li si constata come, cercando esse di vivere sull’esempio delle prime comunità cristiane che erano ‘un cuor solo e un’ anima sola’, non soltanto creano l’humus per il fiorire di tutte le vocazioni, ma attirano anche persone lontane dalla Chiesa che poi non di rado si consacrano al servizio di Dio, trovando nella comunità stessa un fortissimo aiuto soprannaturale e umano alla perseveranza” (Chiara Lubich: “Contributo del Movimento dei Focolari alle vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie” in ‘Seminarium’ n. 2, 1983, pp. 287-290, cui rimandiamo per ulteriori approfondimenti).

 

Annuncio vocazionale

Riguardo al Movimento Gen si è già detto dell’interesse e delle scelte vocazionali suscitate in molti giovani dall’incontro con la spiritualità del Movimento. Forse può essere utile descrivere più in dettaglio l’iter vocazionale che molti gen hanno percorso.

All’inizio del loro cammino di fede c’è anche per essi l’incontro con Gesù, la scoperta a esser chiamati all’amore e la scelta di Dio. Una volta inseriti nelle unità di base del Movimento Gen, i giovani crescono, affiancati da persone competenti e mature, in un clima di generosità e di impegno radicale a vivere contro corrente. Si accresce e si approfondisce la vita di preghiera e la partecipazione alla vita liturgica e sacramentale della Chiesa.

Il coinvolgimento in progetti internazionali e interreligiosi per la pace e la promozione umana tiene viva la prospettiva di lavorare, al di fuori di schemi restrittivi ed esclusivi, per una “civiltà dell’amore” e per “un mondo unito” secondo il disegno di Dio.

Più volte nell’ambito di congressi e incontri regionali ricorre il tema della scelta vocazionale. Durante i quindici giorni della scuola di formazione annuale alla quale partecipa ogni gen, almeno una volta nel corso del cammino di formazione, viene presentato il ventaglio di tutti i progetti di vita al servizio della Chiesa, nei quali si rispecchia la molteplicità dei doni di Dio e nei quali trovare la propria identità. I vari membri del Movimento, che incarnano le diverse vocazioni ecclesiali e umane, presentano, anche attraverso la loro esperienza personale, la specificità di ogni ruolo nell’Opera e nella Chiesa, nel contesto di una vocazione universale alla “santità nell’unità” che tutti accomuna.

Questa proposta vocazionale globale e articolata è stata estesa recentemente anche a gruppi di giovani non ancora inseriti nel Movimento Gen e si è dimostrata molto valida.