Il cammino di crescita del CDV di Salerno
Quando in un mattino di ottobre del 1982 S.E. Mons. Guerino Grimaldi, allora Arcivescovo Coadiutore, a bruciapelo mi chiese se fossi stato disponibile a prendere in mano la direzione del C.D.V., rimasi un po’ perplesso e chiesi tempo per poter dare una risposta ponderata. Dopo aver pregato a lungo ed essermi consigliato diedi all’Arcivescovo la mia piena disponibilità; ero consapevole che il compito che mi attendeva non era dei più semplici per vari fattori, non ultimo il periodo di stasi vocazionale e le difficoltà in cui si dibattevano tutti gli animatori vocazionali nel collocare nella sua giusta ottica la pastorale di cui si occupavano.
Il C.D.V. era presente nella mia Diocesi, ma, nonostante i lodevoli sforzi del mio predecessore, stentava a decollare soprattutto per la poca chiarezza degli obiettivi che si prefiggeva e per un pullulare di iniziative che mancavano di un reale collegamento tra di loro.
Un grande aiuto nel comprendere la finalità del C.D.V. veniva dal Documento Conclusivo del 2° Congresso Internazionale per le Vocazioni avente per tema “Sviluppi della cura pastorale delle vocazioni nelle Chiese particolari: esperienze del passato e programmi per l’avvenire” illustrato da D. Luca Bonari, rappresentante dei sacerdoti diocesani presso il CNV, nell’ambito del Convegno pastorale diocesano tenuto il 18/19/20 Gennaio 1983 e voluto da S.E. Mons. Grimaldi, che ha fatto della promozione vocazionale l’obiettivo primario del suo servizio pastorale alla Chiesa salernitana. A chiarire ulteriormente le idee sono stati due convegni organizzati dal CNV aventi per tema “Nella Chiesa particolare a servizio delle vocazioni” e “Parrocchia e Vocazioni”. Le linee emerse da questi due convegni sono le idee che hanno guidato la riflessione e la preghiera di quanti hanno accettato di aderire all’invito di far parte del C.D.V. A testimoniare l’importanza di una chiarificazione per muoversi con frutto stanno i 10 incontri che si sono svolti lungo il corso del primo anno di attività e che hanno visto la partecipazione costante di quanti in Diocesi tra Sacerdoti, Religiosi, Religiose, Missionari, Laici consacrati e membri di Associazioni si occupano dell’animazione vocazionale. Molto proficuo, affinché il C.D.V. divenisse sempre di più “luogo di comunione e di promozione vocazionale”, è stato il tenere i vari incontri ogni volta in un luogo diverso: una casa religiosa, il seminario, la stessa Curia. Ad aumentare ancora di più la comunione tra i membri ha contribuito una giornata di fraternità e preghiera trascorsa presso la casa dei Missionari Saveriani.
Oltre la preghiera e la riflessione sui documenti, ha contribuito a far crescere la consapevolezza di dover lavorare insieme l’esperienza di alcune iniziative realizzate di comune accordo. Le nostre forze si sono concentrate nell’animazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
Accogliendo l’invito del CNV si è pensato di proporre a tutta la Diocesi di far precedere tale celebrazione da un mese di preparazione e più immediatamente da una settimana vocazionale. A tutt’oggi la “Giornata” viene celebrata in tutte le comunità parrocchiali e religiose, nella maggior parte vengono utilizzati i “sussidi” approntati dal Centro Nazionale.
Anche il collegamento con il C.R.V. ha aiutato a crescere il C.D.V., la partecipazione agli incontri regionali ha permesso di conoscere i metodi e le iniziative degli altri Centri con un vantaggioso scambio di esperienze.
Alla fine di ogni anno pastorale la verifica del lavoro svolto permette a tutti i membri del Centro di prendere coscienza del cammino percorso, delle mete raggiunte e di quanto ancora bisogna fare perché la pastorale vocazionale innervi tutta la pastorale. A tal fine si è vista necessaria una fattiva collaborazione con tutti i Centri pastorali che operano nella Diocesi, dall’Ufficio Catechistico all’Ufficio Liturgico, dalla Caritas al Centro di Pastorale Familiare, all’Ufficio Missionario.
Con l’Ufficio Catechistico si è dato vita ad una scuola per Animatori Pastorali, con l’Ufficio Liturgico si organizzano i Convegni per i Ministranti che comprendono oltre ai cosiddetti “chierichetti” anche i lettori, gli accoliti, gli animatori del canto e quanti prestano un servizio liturgico; presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose annualmente si tiene un seminario a tematica vocazionale; nei corsi di preparazione al matrimonio si sono inseriti due incontri specifici aventi per tema: il Matrimonio come sacramento, la Vocazione al Matrimonio, la Famiglia sorgente di Vocazioni. Insieme con la Consulta per l’Apostolato dei Laici si è dato vita, da due anni, a una serie di incontri di preghiera dei giovani per i giovani, presieduti dall’Arcivescovo. A partire dal 1985 si organizzano due convegni annuali per i giovani, aventi per tema le vocazioni di speciale consacrazione, il primo all’inizio dell’ anno pastorale e il secondo in prossimità della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
In tutti coloro che fanno parte del C.D.V. si fa strada la convinzione che la nostra deve essere una pastorale unitaria che evangelizza la Vocazione in genere e le Vocazioni di speciale consacrazione in particolare. A tale scopo il C.D.V. va prendendo sempre più la sua fisionomia anche dal punto di vista strutturale; infatti oltre al ‘Consiglio’, che si riunisce periodicamente, si è costituito un ‘Ufficio’, composto dai rappresentanti delle varie vocazioni, che si incontra soprattutto per concordare iniziative particolari di animazione vocazionale nelle varie zone della nostra Diocesi. Questo presentarsi insieme assume il significato di una vera testimonianza di comunione e dissipa la preoccupazione di voler fare un’opera di reclutamento. Accanto al lavoro unitario, e non in concorrenza con esso, vi è la pastorale vocazionale portata avanti da singole parrocchie, dal seminario, dalle Congregazioni e Istituti religiosi presenti in Diocesi. Completa la struttura del C.D.V. una efficiente segreteria che disbriga il lavoro pratico di collegamento con tutti gli animatori vocazionali.
Grazie alla pubblicazione del nuovo Piano Pastorale per le Vocazioni in Italia, che è stato presentato ufficialmente alla Chiesa salernitana il 9/9/86, sia a livello diocesano sia a livello di Congregazioni religiose si vanno approntando linee di programmazione pastorale che privilegiano la pastorale unitaria…
Molto cammino è stato fatto, ma molto di più ancora bisogna fare; la buona volontà e l’entusiasmo non mancano, ma soprattutto ciò che ci dà forza è il forte spirito di preghiera che è alla base del nostro impegno pastorale perché siamo convinti che “…la preghiera non è un mezzo per ricevere il dono delle chiamate divine, ma il mezzo essenziale comandato dal Signore” (P.P.V.,n. 27).