N.03
Maggio/Giugno 1987

Il mese vocazionale: un progetto nella diocesi di Torino

Nella diocesi di Torino non è stato ancora introdotto il Mese Vocazionale, mentre da alcuni anni si vanno diffondendo le Giornate, i Ritiri e le Settimane Vocazionali.

Quanto andrò dicendo è un progetto in cantiere solamente con l’Avvento del 1987, perché alcune circostanze ne favoriscono lo studio e l’attuazione.

In data 7 giugno l’ordinazione presbiterale di 12 diaconi coinciderà con l’apertura dell’Anno Mariano indetto dal Pontefice Giovanni Paolo II: questo evento ha incoraggiato i diaconi stessi a farsi promotori ed animatori del mese vocazionale.

“Con Maria nella Chiesa per rispondere al Signore” è il messaggio di tutto il mese vocazionale, coincidente con quello di maggio che la tradizione della Chiesa celebra con particolare attenzione in onore di Maria.

A quanto sopra occorre aggiungere che molto probabilmente la proposta di questo mese vocazionale sarà limitata alle parrocchie di provenienza o di attuale servizio diaconale dei futuri ordinandi.

Comunque, il contributo dei diaconi e del CDV ha sortito la stesura di un cammino coinvolgente tutta la comunità.

Ancora un appunto: tutte le iniziative vocazionali, anche quella del mese, intendono inserirsi nella programmazione prevista dalle linee pastorali della comunità, apportando i contenuti specifici per una crescita di coscienza vocazionale.

 

 

Mese vocazionale

L’articolazione del mese si snoda nel tempo di cinque settimane, così suddivise:

* la settimana: Annuncio – Perché un mese vocazionale

* 2a settimana: Preghiera – “Eccomi, manda me“

* 3a settimana: Famiglia, sede privilegiata e naturale di vocazioni

* 4a settimana: Comunità e vocazioni

* 4a settimana:  Il ministero ordinato

 

Perché un mese vocazionale?

È un annuncio ripetuto durante le Messe della domenica e della settimana, e diretto a tutte le persone che nell’arco della settimana si incontrano: catechisti e ragazzi, giovani e adulti, famiglie ed associazioni, anziani ed ammalati.

È l’annuncio del mese mariano! Maria, come credente, riconosce una vocazione e ad essa risponde. Una risposta, la sua, che la vedrà attenta e presente fino a Pentecoste.

È l’annuncio del mese vocazionale: l’ordinazione di 12 preti è un fatto di Chiesa che interpella tutta la comunità; la povertà di vocazioni e di coscienza vocazionale interroga direttamente il credente a cercare non solo le cause, ma la sua diretta responsabilità.

È l’annuncio della presenza del Signore che anche oggi chiama ed attende risposta da ogni uomo e donna, perché lui solo è il Signore della vita, della mia vita.

 

“Eccomi, manda me”

La coincidenza con la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni è provvidenziale per un coinvolgimento nella preghiera di tutta la comunità. Si auspicano incontri specifici di categoria, momenti allargati di zona e interparrocchiali.

 

La Famiglia

In un clima di fede e di preghiera la famiglia apprende lo stato di vocazione di ciascun membro e diventa primo luogo di annuncio, di discernimento, di scuola a riconoscere ciò che il Signore vuole.

Punto di partenza è la vocazione del matrimonio, dove gli sposi sono uniti dal sacramento ed è la famiglia costituita da persone che non si sono scelte, ma chiamate ad una esperienza di comunione in una diversità di carismi – ministeri.

Da questo appare opportuno educare all’accoglienza della chiamata di Dio attraverso le necessità e gli appelli della Chiesa e del mondo, come pure educare al provvisorio e all’imprevedibile, capace di modificare i propri progetti. Questo messaggio, adattato, venga rivolto agli adulti e ai figli e sia motivo di dialogo e di conversione.

 

Comunità e vocazioni

“Ogni vocazione è per l’utilità comune” (1Cor 12,7); è diffusa però l’ignoranza dello specifico di ogni vocazione e del senso che queste hanno: sarà importante realizzare una serie di tavole rotonde con l’intervento esperienziale delle vocazioni di speciale consacrazione (secolari consacrati, religiosi/e, vita monastica, missionari/e, diacono permanente) ed insistere in una catechesi o ripresentazione delle vocazioni di speciale consacrazione uscite dalla comunità stessa o più significative nella chiesa.

 

Il prete

La novena alla Pentecoste diventa momento privilegiato per parlare dello Spirito Santo, autore dei diversi doni nella chiesa (cfr. 1Cor 12,4-11; Rom 12, 3-8) e per accennare alla vita spirituale e al discernimento spirituale (cfr. 1Cor 2,11-16).

La vigilia dell’ordinazione può aiutare la comunità e le varie realtà che la compongono a riflettere sul prete, sul ministero specifico del presbitero nella comunità.

L’Anno Mariano indetto dal Papa diventa motivo a voler imparare da Maria a crescere nel discepolato, nella vocazione personale ed ecclesiale.

Questo è lo schema, suscettibile di sviluppi e di arrangiamenti a seconda delle situazioni. Il mese vocazionale è strada maestra perché cresca in ognuno la consapevolezza di vivere non una settimana, non un mese, ma una vita in stato vocazionale, cosicché l’espressione del Padre Nostro “sia fatta la tua volontà” diventi l’atteggiamento fondamentale di chi sa di dover rispondere ad un Amore che è il senso della propria vita.