Gruppo giovanile tutto ministeriale
Alla sorgente
“Sulla via della speranza per costruire la nostra grande casa”. Era questo lo slogan guida della nostra comunità nella elaborazione del piano pastorale e di formazione per l’anno che stava iniziando. E potrebbe essere anche la sintesi del cammino percorso in questi cinque anni di esperienza.
Tutto è cominciato, come sempre nelle cose di Dio, dal desiderio di uno sparuto gruppo di universitari e adolescenti di condividere uno stile di vita che appariva affascinante in colui che ne era testimone discreto e autentico in mezzo a loro.
L’ascolto della Parola, il tentativo costante di tradurla in pratica, la comunione e lo scambio dei frutti di questa parola vissuta, riempiva il nostro stare insieme quasi non avessimo bisogno di altro.
Fortificati dalla Parola, si andava costruendo la comunità intorno a noi; il gruppo si trasformava in comunità, ci sentivamo popolo di Dio ed un unico itinerario spirituale ci accomunava nella costruzione della nostra grande casa, quasi compagni di viaggio in cammino verso la santità.
Mentre le basi spirituali e le fondamenta si andavano consolidando, la vita si cristallizzava in servizi concreti e in opere d’amore che sembravano realizzazioni di parole od esigenze evangeliche.
La comunità si andava strutturando in tutti i suoi aspetti più per effetto naturale che per programmazione sistematica, conseguente ad uno studio pastorale.
La famiglia di Dio
Era naturale per esempio che le nostre assemblee, liturgiche o di formazione, fossero animate dal canto ed esprimessero all’esterno la bellezza e l’armonia dei figli di Dio.
Spontaneamente si è costituito un gruppetto che facesse da stimolo per tutta la comunità; e questo, che potrebbe sembrare un ministero scontato per un gruppo giovanile, ha assunto un’importanza fondamentale tale da apportare un reale arricchimento di vita e di entusiasmo per tutti.
Ministero della carità
L’impatto con il mondo della povertà e della emarginazione, presente nel nostro quartiere, ci scosse profondamente richiedendo da noi una risposta immediata ed efficace.
Una delle ‘piaghe’ da curare che ci parve prioritaria rispetto alle altre fu la presenza nel territorio parrocchiale di un elevatissimo numero di famiglie senza casa, alloggiate provvisoriamente in ambienti del Comune.
Una piccola città nel nostro quartiere. Provenienti da tutte le parti di Roma ed oltre, senza un appoggio e un legame con la zona, con un retroterra umano spesso carente, bisognosi di tutto… Era un appello che esigeva risposta.
Come farci carico di questa situazione e assumerla fino in fondo?
La comunità giovanile entrò discretamente in mezzo a loro e si fece ascolto e accoglienza.
Da due anni ormai un centro di accoglienza funziona costantemente (in collaborazione anche con le strutture pubbliche) come punto di riferimento per tutti coloro che ne hanno bisogno.
Ora sono i poveri stessi che si fanno portavoce della comunità, contagiati da questa solidarietà.
Il ministero dell’evangelizzazione
Alla guida della parrocchia vi sono gli Oblati di Maria Immacolata ed è stata conseguenza naturale associare nella responsabilità della evangelizzazione anche la comunità giovanile.
Visita nelle famiglie, musicals, serate, missioni popolari e tanti altri modi sono stati escogitati per raggiungere i più ‘lontani’, in particolare i giovani perché il Vangelo fosse annunciato anche a loro.
Molti sono studenti delle scuole superiori e università; non potevamo non offrire un contributo di riflessione anche nell’ambito della cultura intorno a tematiche attuali; è ciò che è stato fatto sul tema della disoccupazione presentando il pensiero di una comunità cristiana che si interroga alla luce del vangelo sulla vita della società di cui si sente membro attivo e partecipe.
Spinta missionaria
Se, parlando della corresponsabilità nella evangelizzazione abbiamo sottolineato la forte spinta missionaria che ci anima per il nostro quartiere, altrettanto lo è stato per le missioni estere.
Il dovere di solidarietà verso i paesi in via di sviluppo, si è espresso concretamente non solo nella ricerca di un’informazione più approfondita, ma nel finanziamento di micro – realizzazioni, raggiunto con tutti quei mezzi che la fantasia giovanile sa suscitare.
Apertura sulla chiesa
Queste sfaccettature di vita comunitaria, accennate solamente attraverso esemplificazioni, manifestano la vitalità di una comunità che si è resa corresponsabile di un’unica missione, che è quella della Chiesa e in particolare della nostra Chiesa locale.
Non c’è da meravigliarsi se al suo interno stanno maturando vocazioni al diaconato permanente (di giovani che ora sono sposati) o al ministero coniugale che alcune giovani coppie già rendono al servizio dei fidanzati o di famiglie.
Nello stesso tempo alcuni giovani si sono aperti ai campi del volontariato o si sono resi disponibili per un periodo di discernimento vocazionale in senso specifico.
È dall’unità della comunità che si sono distinti i vari ministeri (in questo breve articolo ne sono stati tralasciati molti, come quello della catechesi per esempio) e sono diventati per tutti un arricchimento e un progresso.
Una comunità giovanile è come un organismo vivente e quindi soggetto spesso a crisi di crescita e di maturazione: il superamento per noi è stato sempre quello del ritorno alla ispirazione iniziale: testimoniare la vita in Cristo nell’unità della comunità.