N.05
Settembre/Ottobre 1987

Il cammino del Centro Regionale Vocazioni della Lombardia

 

 

Situazione

 

I C.D.V. della Lombardia, all’infuori del C.D.V. di Brescia la cui origine risale all’agosto del 1965, collocandosi così all’inizio di questo nuovo organismo ecclesiale in Italia, hanno tutti una storia più recente.

In complesso, nel dare fisionomia e struttura al nuovo organismo, le diocesi sono partite da una attività presente da parecchi anni, legate evidentemente ai singoli Seminari diocesani: l’O.V.E.

Sempre conservando lo specifico di questo organismo ricco di esperienza, alcune diocesi hanno ritenuto opportuno affidare l’incarico del proprio CDV allo stesso sacerdote già responsabile per l’animazione vocazionale del seminario. Altre invece hanno distinto i ruoli, istituendo un diretto responsabile del Centro con l’incarico di animare e coordinare l’attività dei diversi animatori incaricati nell’opera delle vocazioni di speciale consacrazione.

Il C.R.V., voluto dal 1° Piano pastorale per 1e vocazioni in Italia del 1973, si è subito costituito in Lombardia soprattutto per il tenace entusiasmo di alcuni presbiteri diocesani (tra i quali non si può dimenticare Mons. Dino Foglio) e di alcuni religiosi e religiose (tra gli altri p. Pierantonio Zanni) e animato dal vescovo delegato Mons. Bernardo Citterio.

Il primo responsabile regionale fu lo stesso Mons. Dino Foglio (1973-1977); quindi fu incaricato p. Pierantonio Zanni (1977-1980); dal 1980 ad oggi responsabile regionale è don Ettore Merici.

Come ogni organismo che nasce, il C.R.V. ha avuto i momenti prevedibili di difficoltà e incertezza.

Tra i primi compiti che ebbe il nuovo Consiglio regionale nel 1980 ci fu quello di provvedere ad uno Statuto e ad un Regolamento che, approvati dalla Conferenza Episcopale Lombarda, fossero punto di riferimento.

Il cammino fatto è stato lungo, ma certamente proficuo ed è stato recepito nel nuovo Piano pastorale per le vocazioni del 1985, alla cui nascita ha dato un largo contributo l’esperienza e il lavoro del C.R.V. Lombardia.

Ora si può dire che il C.R.V. Lombardia, organismo pastorale unitario per la pastorale per le vocazioni di speciale consacrazione, svolge ormai da più anni un lavoro di comunione, di studio, di scambio di esperienze, di stimolo per le diverse diocesi lombarde.

Sono certamente doni dello Spirito, la fraternità e la sintonia che esistono tra i membri del C.R.V., vescovo delegato, sacerdoti diocesani, religiosi e religiose, laici consacrati, missionari, diaconi permanenti, genitori e giovani.

L’aiuto e il sostegno reciproco, la comunione fraterna, la voglia di studiare e lavorare insieme, l’individuazione di alcuni obiettivi comuni sono senz’altro

il frutto più significativo di questi anni prima ancora di quanto insieme si sia realizzato, a livello diocesano e regionale (giornate di studio, incontri, convegni regionali, preparazione e proposta di sussidi vari…).

 

 

 

Il lavoro

 

Diverse sono state le esperienze in questi anni, nella direzione dello studio e della ricerca, della promozione di iniziative e nella sussidiazione del cammino diocesano.

Ecco, in sintesi, alcune delle esperienze realizzate:

 

– Scuola per animatori vocazionali

La scuola si è svolta per 6 anni presso il Centro pastorale Paolo VI di Milano, dal 1978 al 1984.

La scuola si è prefissa di favorire una mentalità omogenea tra gli operatori vocazionali, per aiutare quanti sono impegnati nell’opera di discernimento e accompagnamento vocazionale.

La scuola è stata frequentata soprattutto da animatori vocazionali e da educatori di case di formazione.

Il C.R.V. ha voluto che i temi della scuola fossero recepiti all’interno della sezione Spiritualità dell’Istituto Lombardo di Pastorale, perché il tema vocazionale fosse assunto in una più ampia prospettiva.

 

– Convegno regionale

Il convegno si è prefisso, ogni anno, di essere momento di studio, confronto e proposta per le diocesi lombarde, al fine di elaborare un comune progetto di animazione vocazionale. Questi i temi di tali convegni: “La Diocesi e la pastorale vocazionale” (1981); “La vocazione nel tempo delle mele (L’orientamento e la proposta vocazionale ai preadolescenti)” (1982); “La vocazione nell’adolescenza” (1983); “Vivere è rispondere (I giovani e la chiamata)” (1984); “Volontariato, servizio e vocazione” (1985); “Visti da vicino (I giovani e la vocazione religiosa)” (1986);

Dopo ogni convegno il C.R.V. ha approntato un “quaderno di studio” che raccoglieva gli interventi del convegno.

 

– Sussidio per cresimandi

È stato preparato un sussidio con alcune linee e proposte di orientamento vocazionale per i cresimandi, alla luce del Catechismo “Sarete miei testimoni da utilizzare da parte di educatori e animatori. Il sussidio, è stato consegnato insieme ad un messaggio dei Vescovi ai cresimandi.

 

– Giornata mondiale per le Vocazioni

Per alcuni anni il C.R.V. ha predisposto manifesti e sussidi per l’animazione della giornata, risultati sempre ben graditi.

Quando il CNV si è maggiormente “attrezzato”, si è deciso di usufruire del materiale predisposto dallo stesso Centro.

 

– Giornate di studio

All’inizio di ogni anno pastorale si è svolta una giornata di studio destinata ai membri dei Consigli diocesani del C.D.V., su temi di attualità e di interesse generale, quali: “La donna oggi, nella Chiesa e nel mondo”; “Vocazioni e ministeri”; “Il nuovo piano pastorale per le vocazioni”; “Il Seminario minore ed esperienze di orientamento vocazionale”.

 

– Inchiesta sulla vita religiosa

Negli anni 1984-1985-1986 il C.R.V., in unione con i Vicari episcopali per la vita religiosa, ha promosso a livello regionale una inchiesta, che ha coinvolto 20.000 persone, scelte tra giovani, genitori, presbiteri e religiosi, sulla vita religiosa.

Obiettivo dell’inchiesta era di conoscere meglio la realtà e l’opinione nei riguardi della vita religiosa, per promuovere una azione che fosse in risposta alle emergenze.

L’inchiesta ha destato notevole interesse nelle diocesi; il C.R.V. ha così programmato di lavorare alla luce di questi questionari.

Un primo momento è stato il Convegno regionale del 1986 “Visti da vicino”, che ha voluto approfondire particolarmente le risposte dei giovani.

In un testo apposito sono stati raccolti tutti i risultati dell’inchiesta, curata dall’Istituto Lombardo di Sociologia e Statistica religiosa, diretto da don Piergiorgio Colombo.

Infine il C.R.V. decise di dedicare alcune giornate allo studio ulteriore delle risposte dei questionari, allargando gli incontri ai Vicari episcopali e alle Segreterie diocesane CISM e USMI.

Il cambio del responsabile regionale ha fatto slittare l’inizio dell’esperienza. Gli incontri dovrebbero prevedere 3 momenti: inquadramento culturale, lettura dei dati, lavoro in gruppi.

 

 

Considerazioni

 

Alcune considerazioni, che possono permettere di cogliere fino in fondo la situazione vocazionale della nostra regione.

– In primo luogo, al di là delle varie voci “di ripresa”, è necessario avere coscienza della profonda crisi ancora in atto, sia per le vocazioni al sacerdozio ministeriale, sia per le vocazioni religiose, quanto per la secolarità consacrata, tenendo conto pure della prospettiva quasi assente del diaconato permanente, nella nostra regione.

– In alcune diocesi lombarde ancora non esiste il Centro Diocesano Vocazioni come centro unitario; in altri esiste senza avere un responsabile; in altre ancora è un organismo che mira a promuovere le vocazioni al sacerdozio ministeriale, con poca attenzione alle altre vocazioni, creando così frattura e tensioni con le proposte dei religiosi in particolare.

 

In alcune diocesi ancora si lavora in “concorrenza” e ignorandosi tra quanti sono incaricati per la pastorale vocazionale.

– Facciamo esperienza continua di un certo individualismo pastorale tra le diocesi, per cui è difficile un vero lavoro di condivisione e aiuto reciproco; l’incontro frequente e sincero tra gli incaricati, in questi anni, ha confermato ancor più l’urgenza di un cammino regionale, che dia la possibilità di superare la quasi spontanea autosufficienza delle diverse diocesi.

– Da parte di diversi incaricati diocesani c’è un senso di sfiducia e alcune volte di delusione, non tanto per “i non risultati”, quanto per la mancanza di vera attenzione, da parte della diocesi e degli organismi pastorali al problema vocazionale.

Pare esista uno scollamento tra la realtà e quanto viene affermato a livello di documenti e ufficialmente; da una parte si afferma e si sottolinea la urgenza del discorso, dall’altra poi si fatica a prendere in considerazione con serietà il problema.

Prova ne può essere il frequente cambio degli incaricati, rendendo così ancor più delicato il collegamento con gli organismi pastorali.

C’è la sensazione che non venga sufficientemente accolto il compito del Centro Diocesano Vocazioni come organismo unitario che garantisca la dimensione e la tonalità vocazionale alla pastorale ordinaria.

 

 

Prospettive

 

Riteniamo, alla luce di queste difficoltà, ma soprattutto per essere fedeli al compito che i Vescovi ci hanno affidato, e per crescere ancor più nella comunione ecclesiale, che potrebbero essere utili incontri diretti e periodici tra la Conferenza Episcopale Lombarda e il CRV (come questo sia possibile è da studiare), tra Rettori del Seminario e CRV, tra Segreteria USMI/CISM e CRV, per

– cogliere meglio il significato della pastorale vocazionale nelle diocesi lombarde;

– individuare comuni prospettive di impegno e attenzione;

– rispondere alle attese, alle ansie e alle speranze del nostro tempo;

– recuperare, nelle nostre chiese, una esigenza profonda del Vangelo: “Vieni e seguimi”.