N.03
Maggio/Giugno 1987

La settimana vocazionale parrocchiale: un servizio del CDV

 

Per edificare la chiesa

Tra le numerose e interessanti riflessioni sulla parrocchia, riscoperta in questi ultimi anni sempre più come esperienza decisiva per la crescita cristiana, riprendo direttamente dal Piano pastorale per le vocazioni del 1985 una battuta che con chiarezza sottolinea il rapporto che esiste tra parrocchia e cammino vocazionale: “La parrocchia è il luogo privilegiato di annuncio vocazionale e comunità mediatrice di chiamate attraverso ciò che ha di più originale e caratterizzante: la proclamazione della parola che chiama, la celebrazione dei segni della salvezza che comunica la vita, la testimonianza della carità e il servizio ministeriale” (n. 26).

Quanto a dire che la parrocchia rimane il “luogo” di riferimento, esperienza maturante di comunione e di ministerialità, perché ogni persona accolga il suo dono e viva la sua chiamata. Questo significa che ogni altra esperienza educativa è da vedere come convergente e sussidiaria all’impegno primario che spetta alla comunità parrocchiale e in essa particolarmente ai diversi educatori: genitori, catechisti, animatori, pastori.

Da questa convinzione e prospettiva, l’impegno del CDV di Brescia si è mosso appunto con attenzione privilegiata alla parrocchia perché “nella pastorale ordinaria di una comunità parrocchiale, la dimensione vocazionale non sia un qualcosa in più da fare ma sia l’anima stessa di tutto il servizio di evangelizzazione che essa esprime” (P.P. V. n. 26).

 

 

Un organismo di persone

La “settimana vocazionale” è nata come proposta alla parrocchia perché nel suo itinerario annuale potesse ritrovarsi nella preghiera e nella riflessione per verificare il proprio annuncio, di proposta, di discernimento e di accompagnamento vocazionale.

Si è subito avvertita l’urgenza di avere in ogni zona pastorale un’équipe di animazione vocazionale; sono persone sensibili e attente, adulti e giovani, consacrati e laici che sono come il fermento perché le proposte diocesane non rimangano sulla carta e perché ogni parrocchia adatti al proprio cammino le indicazioni diocesane.

Senza questa “mediazione” locale, la proposta alle parrocchie da parte del CDV è risultata per alcuni anni sterile, lontana e disincarnata da una realtà concreta.

L’équipe vocazionale permette di arrivare alla parrocchia non con delle “lettere” e “sussidi” ma con le persone; non è solo strumento per una più efficace e capillare organizzazione, ma piuttosto testimonianza concreta di persone che vivono con impegno e nel servizio la loro vocazione particolare.

A questa équipe spetta particolarmente il compito di dare continuità nell’itinerario ordinario della vita parrocchiale avviata o messa a fuoco durante la settimana vocazionale, perché questo non risulti momento isolato e episodico della pastorale. Così la settimana vocazionale ritrova sempre più la sua fisionomia di “momento forte per un impegno e un’attenzione permanente”.

 

 

Concretamente la settimana

Il CDV ogni anno predispone un sussidio di animazione della settimana vocazionale, destinato alle parrocchie.

È un sussidio che attinge i propri contenuti alla “Scelta pastorale” annuale del Vescovo, focalizzando la valenza vocazionale.

Specificamente, in questo anno pastorale il sussidio è intitolato “Manda me”, per sottolineare la dimensione missionaria e di servizio di ogni vocazione ecclesiale.

Il sussidio contiene alcune indicazioni di riflessione e proposte di preghiera destinate a tutti i membri della comunità parrocchiale: per presbiteri, religiosi e religiose; per i genitori; per i giovani; per i ragazzi; per gli adolescenti.

L’obiettivo infatti è di coinvolgere tutta la comunità parrocchiale; a questa il compito – aiutata dall’équipe vocazionale zonale – di utilizzare la proposta all’interno delle iniziative ordinarie di quella settimana, insistendo perché non manchi il momento di incontro con le famiglie. Questa attenzione agli adulti vuole soprattutto recuperare l’urgenza della componente educativa nell’ itinerario vocazionale.

Durante la settimana vocazionale, alcuni momenti e incontri si svolgono a livello interparrocchiale o zonale (per esempio per i catechisti), sottolineando comunque sempre la centralità dell’ esperienza parrocchiale.

La settimana vocazionale si conclude con la domenica, giornata dedicata al Seminario.

In questo anno, spinti dalle proposte dei religiosi e religiose, si è suggerito di avviare la settimana vocazionale con la “giornata per la vita consacrata”; in modo da rendere ancora più evidente il cammino di pastorale unitaria.

 

 

I frutti

Rimane evidentemente difficile misurare l’efficacia di questa proposta, anche perché l’accoglienza della settimana vocazionale, da parte delle parrocchie, è diversificata.

Alcune parrocchie ignorano la proposta offerta dal CDV; altre si limitano ad aderire alle proposte indicate, senza apporti personali e senza coinvolgere i diversi membri della parrocchia; altre invece sono sollecite, capaci di articolare quanto viene suggerito, creative.

Ma al di là di questo, la settimana vocazionale sta diventando un appuntamento per tutte le parrocchie; è previsto, messo in programma, si domanda per tempo l’intervento dell’équipe, il sussidio…

Sta “entrando” nella pastorale ordinaria, sperando che non divenga abitudine e dunque scompaia nel ‘grigiore’ di quanto non incide.

Certamente la settimana vocazionale sta contribuendo a generare mentalità, sta aiutando la parrocchia a sentirsi comunità viva, missionaria, responsabilizzante, luogo di crescita, “clima favorevole all’ascolto attento e alla risposta generosa” (P.P.V. n. 57).