N.03
Maggio/Giugno 1987

Il campo vocazionale per ragazze e giovani

Per “forza di cose”… (il nostro carisma e la nostra missione specifica nella Chiesa), i “campi” che offriamo ai giovani (dai 18 anni in poi) sono sempre vocazionali. Ogni volta vengono progettati, nascono e sono vissuti come l’offerta-accoglienza di un dono, perché ogni giovane, vivendo in profondità l’esperienza di se stesso, degli altri e di Dio, possa scoprire la propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo.

 

 

Le attese

– “Mi aspetto in questi giorni di poter fare più luce nella mia vita. Spero di trovare un lumicino…”.

– “Sto cercando la mia strada… è come se mi trovassi ad un crocevia… ho una gran voglia di trovare un’indicazione più sicura”.

– “C’è un grande punto interrogativo dentro di me che sta aspettando di diventare esclamativo…”.

 

Ecco alcune attese-domande che dei giovani ci hanno lanciato come una “sfida” all’inizio di un incontro di orientamento vocazionale, e che ogni volta risuonano come un leit-motiv aspettando una risposta.

Questi giovani (ragazze e ragazzi) che vivono la disponibilità e il coraggio di ascoltare e dare voce agli appelli più profondi della loro vita, e di tirarsi fuori dal frastuono del quotidiano, ci chiedono anche, con una certa “passione”, di donare e creare insieme quel clima di silenzio e di preghiera che apre all’ascolto, alla comunione, e al discernimento della propria vocazione.

 

 

La risposta alle attese

Alla luce della parola di Dio e guidati dallo Spirito di verità, cerchiamo di condividere con ognuno di loro la fatica dei primi passi di questo cammino che comporta un “lavoro” di lettura in positivo della propria storia, accogliendola come un dono unico e irrepetibile del Signore della vita, e riconoscendo che proprio questa è la “tenda dell’incontro” con Lui.

La proposta dell’incontro faccia a faccia con Gesù è una scelta importante perché ognuno possa prendere coscienza e maturare la propria identità e la propria vocazione ad essere figlio del Padre e fratello di tutti, realizzando in pienezza il progetto di Dio come ha fatto Gesù.

Percorrendo questo itinerario, ognuno è portato a scoprire che diversi sono i modi di “diventare” la propria vocazione, per cui si fa indispensabile l’offerta di una coscienza e di un confronto esperienziale con le diverse vocazioni che fanno la vita della Chiesa.

 

 

I punti forti

Posto come punto “fortissimo” l’obiettivo di aiutare ciascuno a crescere, elaborando un maturo progetto di sé e dando alla propria vita un preciso orientamento di scelta vocazionale, vogliamo far emergere alcuni punti forti che caratterizzano i nostri campi vocazionali:

– In un’atmosfera di fiducia, accoglienza, semplicità e di impegno serio, cerchiamo di creare quel clima di verità e di ascolto reciproco necessario perché ognuno, sentendosi accolto così com’è, possa essere se stesso ed esprimersi nella libertà.

– La preghiera personale, comunitaria e liturgica, che in ogni giornata, in queste sue dimensioni, ha un ampio spazio, è vissuta come il luogo di incontro con Colui che fa luce sul senso della nostra vita e di quella dei fratelli, che ci apre all’ascolto dei segni dei tempi, che ci chiama ad una proposta concreta di missione nel mondo.

– Il silenzio, richiesto in alcuni momenti della giornata, vuole essere la garanzia per un lavoro in profondità nell’ascolto della Parola, dello Spirito, della propria vita e di quella degli altri.

– La proposta del tema per ogni giorno nei suoi contenuti esistenziali – biblico – vocazionali, che vuole essere una proposta più esperienziale che dottrinale, ricerca una sintonia con il cammino dei giovani per assumere e rispondere alle loro domande.

 

Per incarnare maggiormente il messaggio, proponiamo la testimonianza di alcune persone che vivono vocazioni diverse nella comunità ecclesiale.

– L’esperienza comunitaria, che assume la disponibilità al servizio e alla fraternità come stile di vita (concretizzato nei tanti piccoli servizi necessari nella vita del campo), ci fa sperimentare tutta la bellezza di sentirci Chiesa, nella ricchezza e diversità dei doni di ciascuno.

– Il lavoro di gruppo (che proponiamo a volte di esprimere anche attraverso alcune forme espressive) è il tempo in cui si concentra (e si prova!) la disponibilità all’ascolto, al confronto, alla creatività e alla condivisione delle diverse esperienze capaci di stimolare il cammino di ciascuno.

– La nostra presenza, che svolge un compito di “mediazione salvifica” tra Dio che chiama e l’uomo che deve rispondere per un profondo cammino di accompagnamento e discernimento vocazionale.

– Nel corso del campo viviamo con i giovani una veglia di preghiera e una giornata “diversa”. È la proposta di una giornata di cammino, di deserto, di riconciliazione.

 

Una preoccupazione costante che ci portiamo in cuore e che comunichiamo a questi giovani in ricerca del “perché – come – dove” della loro vita, è quella di far sì che questa esperienza non sia ritenuta un’oasi staccata dal contesto abituale di vita, ma sia prolungata nella vita di tutti i giorni, verificando nel quotidiano (sapendo che possono sempre contare anche su di noi), quelle intuizioni e decisioni maturate al campo e che li porteranno, passo dopo passo, ad una scelta definitiva di vita.