Itinerari catechistico-liturgici per i giovani
Il CD V di Fano/Fossombrone/Cagli/Pergola è nato quasi dieci anni fa. Fin dall’inizio ha cercato di porre particolare attenzione al mondo giovanile. Al n. 11 dello Statuto, approvato dal Vescovo il 1/3/78, troviamo scritto: “Il CDV promuoverà attività di animazione vocazionale in modo particolare per adolescenti e giovani…”.
Non è stato certo facile attuare tale indicazione, sia perché l’azione del CDV ancora poco organizzata e conosciuta, non riusciva ancora ad incidere sulla pastorale diocesana, sia perché in alcune comunità si riteneva sufficiente il cammino parrocchiale e quindi non si sentiva l’esigenza di una collaborazione da parte degli animatori vocazionali.
Nei primi anni, dunque, le attività erano rivolte principalmente ai ragazzi (incontri, ritiri, campi-scuola…) e ad alcune (poche) comunità parrocchiali (incontri di preghiera, settimane vocazionali…).
Nel frattempo si cercava di curare la formazione degli animatori vocazionali tentando di coltivare il più possibile lo spirito unitario indicato dal CNV.
In vista di una sempre maggiore comunione abbiamo puntato soprattutto sulla preghiera, alla quale veniva dedicata la prima mezz’ora di ogni incontro per animatori.
Per l’approfondimento teologico e l’acquisizione di una sempre maggiore “competenza in materia” si è rivelata preziosa la partecipazione di alcuni fra noi (ogni anno una decina) ai vari Convegni, sia a livello regionale che nazionale, riportandone ogni volta i contenuti nel successivo incontro in Diocesi.
Anche l’uscita del Documento Conclusivo del II Congresso Internazionale per le Vocazioni e del Piano Pastorale “Vocazioni nella Chiesa Italiana” sono stati momenti importanti di crescita per il nostro Centro. La loro presentazione ai sacerdoti, agli animatori e ai catechisti da parte di persone qualificate (ad es. d. Luca Bonari, si è rivelata un ottimo mezzo di sensibilizzazione.
L’arrivo di tali documenti è stato per noi motivo di grande incoraggiamento nel proseguire sulla linea prescelta, anche se l’esperienza dei primi anni ci portava a sottolineare soprattutto le difficoltà e la durezza del lavoro.
– D.C. n. 42: “la pastorale specifica delle vocazioni trova nella pastorale giovanile il suo spazio vitale…”.
– P.P.V. n. 43: “Adolescenti e giovani sono i destinatari privilegiati della pastorale vocazionale. Infatti la pastorale giovanile deve essere vocazionale…”.
Questi Documenti ci facevano sentire l’urgenza di costruire al più presto nella nostra Diocesi una “coscienza vocazionale” in modo che ogni credente di ogni età considerasse la sua vita come una risposta a Dio che chiama e nello stesso tempo ci invitavano a recuperare la finalità originaria rivolgendo la nostra attenzione non solo ai ragazzi, con cui incontravamo meno difficoltà, ma soprattutto ai giovani, anche se era più difficile raggiungerli.
L’indicazione che “nessuno è più adatto dei giovani per evangelizzare i giovani” (D.C. n. 41, Piano n. 43) e l’insistenza da parte di don Italo Castellani nei Convegni e nella rivista “Vocazioni” sulla necessità di “cammini”, di “itinerari”; più che di “incontri sporadici”, ci ha spinto a tentare un’iniziativa ormai diffusa in altre Diocesi: quella degli incontri di preghiera e ricerca vocazionale per giovani, in Seminario, guidati dai seminaristi in collaborazione con i religiosi e le religiose.
Dopo aver letto diverse cose sull’esperienza di Roma e dopo alcuni contatti con il Seminario di Rimini, abbiamo cominciato anche noi. Fin dall’inizio ci siamo resi conto della validità di tale intuizione.
Questi incontri, abbastanza prolungati nel tempo (dalle 17 alle 22), offrivano la possibilità di una preghiera silenziosa e profonda, di colloqui personali con gli animatori, di un confronto, in un clima di amicizia, con giovani già orientati verso una donazione totale.
La continuità nell’annuncio dei contenuti e la scadenza mensile ci permettevano di offrire alla Chiesa locale non solo proposte occasionali, ma un vero e proprio cammino annuale, culminante nella Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, nel quale potevano inserirsi quei gruppi o quei singoli che intendevano completare la loro formazione cristiana e maturazione vocazionale.
La programmazione di questi incontri mensili non ci ha spinti però a tralasciare gli altri, quelli più sporadici, ma anzi, a curarli ancora meglio.
A questo punto dobbiamo riconoscere che l’iniziativa più riuscita, quella che ha raccolto una partecipazione di anno in anno sempre crescente sia nel numero che nel coinvolgimento personale è stata la Veglia di Preghiera in Cattedrale, presieduta dal Vescovo, in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
Ciò che ha favorito tale partecipazione è stato il coinvolgimento di vari gruppi nella preparazione e nella conduzione.
Negli anni scorsi, a diverse Parrocchie è stato chiesto di presentare un canto a sfondo vocazionale nuovo o perlomeno non ancora conosciuto nella nostra zona. Tutti questi canti venivano scelti tenendo presente il tema della Giornata e incastonati in mezzo a brani biblici appropriati, preghiere, testimonianze, momenti di silenzio e altri canti comunitari, in modo da costituire non un recital, ma una vera e propria Veglia di Preghiera.
Vedendo l’accoglienza di tale iniziativa, abbiamo pensato di moltiplicare queste Veglie a livello diocesano.
Nell’anno 85-86 ne abbiamo proposta una all’inizio dell’anno pastorale per valorizzare il 3° centenario di un Istituto presente in Diocesi, le Maestre Pie Venerini, una in marzo in preparazione della consacrazione del nuovo Vescovo e infine un’altra in occasione della Pentecoste.
Quest’ultima, più che una Veglia era una Marcia-Pellegrinaggio verso un santuario ed è stata preparata in strettissima collaborazione con le Associazioni, i Gruppi e i Movimenti presenti in Diocesi (A.C., Scout, CL).
È stata un’esperienza davvero interessante, non solo per il grande afflusso di giovani, ma perché… almeno da noi, non succede spesso che Gruppi, Associazioni e Movimenti si ritrovino a lavorare insieme!
Nell’ultimo anno, ‘86-‘87, le iniziative che siamo riusciti a realizzare per i giovani, oltre agli incontri in Seminario ancora poco frequentati (dai 30 agli 80 partecipanti), sono queste:
– Settembre – ottobre
Incontro per catechisti (molti di loro sono giovani) in tre zone della Diocesi per sottolineare l’essenzialità della dimensione vocazionale nel loro servizio e per aiutarli a far emergere i contenuti vocazionali presenti e a volte nascosti tra le righe dei loro testi o sussidi. È stata la presenza di alcuni membri del C.D. V. nel Consiglio Pastorale e nell’Ufficio Catechistico Diocesano che ci ha permesso di proporre l’inserimento di alcuni incontri vocazionali nel cammino di formazione per catechisti.
– 12 Aprile: Domenica delle Palme, Giornata della Gioventù.
È stata promossa e coordinata da altri, ma ha visto l’impegno attivo del C.D. V. ed ha assunto un carattere prettamente vocazionale, con al centro la preghiera e la presentazione di varie testimonianze sulle possibili scelte di vita.
– 10 maggio: Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni.
* Veglia di Preghiera, sabato 9, in Cattedrale. Visto il tema del Convegno Nazionale ‘87: “Gruppi, Movimenti, Associazioni: quale pastorale vocazionale?’, quest’anno abbiamo coinvolto nella preparazione non i gruppi parrocchiali come gli anni scorsi, ma le Associazioni e i Movimenti presenti in Diocesi e, tenendo conto che il tema della Giornata “Eccomi, manda me!” sottolineava la dimensione missionaria, abbiamo affidato la conduzione di tutta la preghiera a due novizi Saveriani.
* Pomeriggio di festa, domenica 10. Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, che ha visto la partecipazione di circa 400 giovani, pressappoco lo stesso numero della sera precedente, abbiamo pensato di offrire alcune ore gioiose, ma ricche di contenuti, proprio durante la Giornata Mondiale.
Lo schema della serata era questo:
– Presentazione di canti vocazionali (alcuni mimati), introdotti da brevi commenti;
– Recital: “Piedi di cerva sulle alte vette” rappresentato da un gruppo giovanile di Miramare (Rimini)
Questo recital è stato una vera e propria proposta vocazionale, forse più incisiva di tanti incontri, perché è riuscito ad unire un linguaggio moderno e gradito ai giovani (recitazione teatrale, balletti, canzoni…) a contenuti molto forti:
* la bellezza e il fascino dell’incontro con Cristo,
* il dramma della risposta dell’uomo, la lotta per raggiungere la perfezione, la continua vicinanza di Cristo Buon Pastore, sempre pronto ad avvicinarsi e ad intervenire nei momenti di difficoltà, la gioia della piena comunione con lui dopo i necessari e laceranti “abbandoni” richiesti a chi decide di seguirlo.
– Intervista ad alcuni giovani che stanno rispondendo al Signore: ‘Eccomi, manda me!” preparandosi ad annunciare il Vangelo nella nostra Diocesi (seminarista, suora) o in terre lontane (missionari);
– Recita del Vespro per lodare e ringraziare il Signore che chiama e dona la forza di rispondere.
– 6 Giugno: Marcia di Pentecoste.
E stata preparata insieme ad A.C. e Scout per sottolineare il ruolo dello Spirito Santo e di Maria, la donna del “sì”, nella vita di ogni cristiano.
E partita da un paese ed è terminata in un altro, all’interno di un santuario dedicato a Maria, poco dopo la mezzanotte, quando già era iniziato il 7 giugno: giorno dell’apertura dell’Anno Mariano.
La Marcia prevedeva due tappe, una delle quali affidata a Sr. Piera Cori che, con i suoi canti, le sue riflessioni e la sua testimonianza personale ha dato a tutta la Marcia un preciso contenuto vocazionale.
Al termine della presentazione di questi incontri per giovani, ci rendiamo conto che non possiamo ancora parlare di “itinerario catechistico-liturgico”, perché le varie tappe del “cammino” non sono ancora precise e perché restano dei vuoti lungo il corso dell’anno non siamo ancora riusciti
ad esempio a coinvolgere gli stessi giovani in un corso estivo di Esercizi Spirituali a carattere vocazionale.
Tuttavia ci stiamo muovendo in quella direzione e crediamo che l’aggancio degli incontri e delle Veglie ai tempi liturgici e la conseguente catechesi biblico-esperienziale legata alle varie feste o ricorrenze faciliti l’accoglienza delle iniziative del C.D. V. da parte dei parroci e soprattutto dei giovani che, quando sentono parlare di iniziative “vocazionali” ancora troppo spesso le credono rivolte ad altri.
Per il futuro pensiamo di continuare sulle linee tracciate in questi anni, in modo particolare punteremo su una sempre maggiore comunione tra i rappresentanti delle varie categorie vocazionali (in questo non si finisce mai… e anche perché in Diocesi c’è una discreta mobilità dei religiosi) e su una diffusione più capillare degli animatori vocazionali parrocchiali laici.
A questo proposito abbiamo già a vari livelli e anche con l’aiuto qualificato di P. Silvano Pinato, chiesto ai parroci di inserire questo servizio all’interno di Consigli Pastorali Parrocchiali.
Accanto alle tante difficoltà che hanno contrastato e continuano ad intralciare il nostro lavoro, riteniamo di dover evidenziare soprattutto i segni di speranza. Non possiamo ancora affermare, come i Documenti auspicano, che “il deserto è fiorito” ma, grazie soprattutto alla sensibilità e all’impegno del compianto Vescovo Mons. Micci e dell’attuale Mons. Cecchini, coinvolti in prima persona in quest’opera vocazionale, qualche piccolo germoglio comincia già a vedersi:
– una sempre maggiore consapevolezza che la dimensione vocazionale non può essere secondaria nel cammino di crescita cristiana,
– una crescente accoglienza da parte dei sacerdoti e soprattutto dei giovani delle varie iniziative proposte dal C.D. V. (in passato sembrava che nessuno o quasi volesse sentir parlare di vocazione),
– la partecipazione di alcuni giovani a Corsi di Orientamento Vocazionale o ad Esercizi Spirituali promossi da vari Istituti maschili o femminili o al “Colloquio giovanile” organizzato ogni anno dal CRV…
– il risveglio, dopo anni di crisi profonda, nel campo delle vocazioni consacrate femminili (non sono ancora molte le ragazze che scelgono la vita religiosa, ma alcune stanno facendo il passo ed altre ci stanno pensando con grandissima serietà).
Tutto questo ci fa capire che la “coscienza vocazionale” della nostra Diocesi sta lentamente crescendo e che, come diceva Mons. Ruini a conclusione del Convegno Nazionale ‘87: “se la pastorale vocazionale è un fatica, vale la pena faticare insieme con gioia perché la pastorale vocazionale è decisiva per il futuro della Chiesa”.