N.01
Gennaio/Febbraio 1987

Elementi per un piano pastorale vocazionale d’Istituto o di Provincia

 

1. Partiamo riflettendo su:

1.0. Vicende dell’impegno per un Piano nella Chiesa, nell’Istituto della Provincia: Concilio, 2° Congresso Internazionale, Piano Pastorale per le Vocazioni, Documenti e Atti di casa…

1.1. La realtà vocazionale-missionaria dell’Istituto. L’attualità di vita e azione. L’andamento attuale delle vocazioni.

1.2. I Segni del Signore che vuole che il nostro Istituto (vita e opere) continui ad esistere e a ringiovanirsi.

1.3. La nostra appartenenza alla Chiesa universale e locale; vocazioni per la Chiesa e per noi. 

1.4. L’attesa dei giovani: dalla nostra proposta al loro progetto vocazionale umano e cristiano. 

 

2. Affermiamo alcuni principi-guida

2.0. Che cosa è la vocazione? Quale vocazione-missione è la nostra? Quale è il nostro carisma? 

2.1. Necessità di un rinnovamento delle vocazioni esistenti.

2.2. La fine delle deleghe e l’impegno di tutti/e per tutte le vocazioni, per tutta la Chiesa.

2.3. L’inserimento nella Pastorale Vocazionale Unitaria:

– per condividere l’azione e contribuire per tutte le vocazioni;

– per l’apertura ecclesiale e unitaria della propria azione;

– per portare la propria proposta specifica.

2.4. Il nostro stile

la priorità dell’azione libera della Grazia, della Chiesa, della comunità cristiana;

– il posto della componente antropologica: disponibilità, libertà, amore, storia personale; 

– la mediazione dell’Istituto: Fondatore/trice, comunità, carisma, opere, persone;

– la mediazione dei formatori, educatori, guide spirituali.

 

3. Osserviamo i giovani

3.1. I loro atteggiamenti di fronte alla vita e alla Vocazione.

3.2. Giudizio sulla loro disponibilità vocazionale.

3.3. Valori e atteggiamenti irrinunciabili presenti nei giovani. 

3.4. Conseguenze nei programmi, modi, stili, itinerari. 

3.5. Le cause della scarsità e difficoltà delle vocazioni oggi.

 

4. Definiamo il nostro programma e metodo comune. E per ogni passaggio prevediamo obiettivi da raggiungere; contenuti da comunicare; mezzi da impiegare.

4.1. L’azione preparatoria remota:

– educativa umana: apertura alla ricerca e al dono di sé ai fratelli;

– educativa cristiana: incontro con Dio, con Gesù Cristo, la Chiesa, le missioni nella vita, della vita della comunità. 

4.2. L’animazione vocazionale: lo sbocciare della prima idea, il desiderio, l’attenzione, la ricerca di una propria via.

4.3. L’orientamento verso prime scelte vocazionali sempre più chiare.

4.4. L’accompagnamento lungo itinerari di maturazione dei motivi di risposta, dei modelli di progressivo adeguamento verso un primo impegno.

4.5. La maturazione della prima decisione d’entrata. 

4.6. L’elaborazione di alcuni itinerari di crescita vocazionale iniziale.

 

5. Individuiamo coloro che sono i Responsabili della nostra azione, definendo compiti e forme di azione coordinata. 

5.1. I Superiori con i Consigli. 

5.2. Le Comunità locali e le loro opere pastorali-apostoliche, soprattutto di contatto e cura dei giovani.

5.3. Le persone che nelle comunità svolgono azione educativa e pastorale.

5.4. Gli animatori a tutti i livelli, centrali, locali.

 

6. Descriviamo i luoghi dove intendiamo svolgere concretamente l’azione.

6.1. La pastorale parrocchiale e catechesi.

6.2. La pastorale giovanile. 

6.3. La scuola.

6.4. Le attività di collaborazione giovanile, di volontariato, di missione.

6.5. Gli incontri personali di guida e formazione.

 

7. Descriviamo i mezzi che intendiamo privilegiare. 

7.1. Catechesi e formazione cristiana sacramentale.

7.2. Introduzione e pratica della preghiera, scuole di preghiera con ricerca e crescita vocazionale. 

7.3. La partecipazione attiva in casa.

7.4. La direzione spirituale personale e di gruppo. 

7.5. La consulenza e l’orientamento.

 

8. I luoghi operativi che intendiamo privilegiare.

8.1. L’azione di animazione, proposta, direzione e guida. 

8.2. Centri di incontro, ricerca, preghiera, proposta, direzione. 

8.3. Comunità vocazionali aperte, con riferimenti periodici.

8.4. Comunità di accoglienza e di accompagnamento. 

8.5. Case apostoliche, vocazionali, piccoli seminari minori: 

        criteri di accoglienza, programmi di organizzazione e formazione.

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