Il cammino del Centro Diocesano Vocazioni di Rimini
1. Un cammino
La prima esigenza, che si lega direttamente all’esistenza stessa del CDV, è quella di creare un cammino vocazionale unitario. Soprattutto per la fascia d’età più difficile: i giovani. Ecco come è nato il cammino annuale. Una serie di incontri vocazionali che cercano di seguire in tutti gli archi di età una sequenza logica, di avere una unità di metodo educativo, di unificare le forze, di offrire anche persone qualificate e preparate, per accompagnare i giovani nella loro ricerca.
2. Il gruppo di preghiera
All’interno di questo cammino annuale vorrei soltanto sottolineare una particolare iniziativa legata ai giovani, il gruppo di preghiera e riflessione vocazionale (GPG). Vuole essere semplicemente una proposta oggettiva di preghiera, fatta ai ragazzi/e delle nostre parrocchie. Il nostro primo obiettivo è quello di insegnare a pregare, di dare gusto alla preghiera, e attraverso essa, aiutare i giovani ad un confronto serio con la dimensione vocazionale, con il progetto di vita. Questa iniziativa è cresciuta in sordina, ma poi con il passare degli anni, è cresciuta sino a diventare momento fortemente aggregante, di verifica per tante persone. Alcune di esse sono arrivate alla scelta di consacrazione nel sacerdozio, nella vita monastica, nella vita religiosa. Da quest’anno, per il notevole afflusso di giovani (200-250 ca.) e per poter offrire maggiori occasioni di verifica e di confronto a coloro che più direttamente sono interessati ad un cammino vocazionale più preciso, il GPG ha fatto nascere il GPG/2. Un momento di preghiera con un’intonazione biblica. In pratica è scuola di preghiera attraverso e con la Bibbia.
3. Le parrocchie
La seconda esigenza si muove invece nella linea della sensibilizzazione. Già da parecchi anni collaborano con il CDV gli “incaricati parrocchiali per le vocazioni”. Insieme a loro si è visto importante offrire, in alcune occasioni dell’anno (GMV, Giornate pro-Seminario, 25/50 matrimonio, ecc.), strumenti e sussidi adeguati alle parrocchie per far conoscere la dimensione vocazionale dell’esistenza cristiana. Provocare insomma tutta la parrocchia e quindi tutta la pastorale parrocchiale a porsi in stato di ascolto, e sentirsi compartecipe di tale proposta. Il metodo seguito vuol stimolare la fantasia e la creatività di ogni singola parrocchia o comunità, proponendo una semplice traccia di incontro che può essere integrata con testimonianze locali, o sussidi audiovisivi o catechistici.
Ancora prematuro tentare un bilancio. Certo, una constatazione si può fare: nel 1985/86 sono state realizzate una decina di iniziative a questo livello.
4. Itinerari di fede
La terza esigenza è ancora in fase di sperimentazione, anche se già da alcuni anni si sta parlando a più livelli di “Itinerari di fede”, con tappe e momenti ben precisi (per i giovani e per i ragazzi). Il primo tentativo di un certo peso è il sussidio catechistico “più in alto”. Sussidio preparato in collaborazione con ACR e Centro della Catechesi per i ragazzi di II e III Media. È caratteristico l’uso preciso e puntuale del CR/1 “Vi ho chiamato amici”. Può avere il limite di essere impostato seguendo il metodo dell’ACR (analisi, confronto, celebrazione), ma ha sicuramente il pregio di offrire agli animatori dei gruppi delle mediazioni e delle esemplificazioni sulle principali tematiche della catechesi preadolescenziale. L’affettività, la libertà, la scelta scolastica, il progetto di vita, l’amicizia, l’amico Gesù.
Tutti questi momenti convergono (sono dunque tappe intermedie) verso l’obiettivo fondamentale dei rispettivi anni: la Cresima (IIa Media), la Professione di fede (IIIa Media).
Ho tentato di enucleare alcune linee portanti. Sono certamente dei piccoli segni, segni comunque di vitalità. Il fiore più bello è certamente la collaborazione che si è andata costruendo in questi anni fra le diverse componenti ecclesiali: Religiosi, Religiose, preti diocesani, laici consacrati, operatori pastorali.